QUA_Quartiere bene comune

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QUA_Quartiere bene comune

Descrizione

A partire dal 2015, superando le ormai soppresse circoscrizioni, il Comune di Reggio Emilia ha attivato il progetto pilota “Qua, Quartiere Bene Comune” allo scopo di promuovere nuovi scenari di partecipazione-protagonismo attraverso la condivisione e la co-progettazione. Il progetto si basa su un approccio Learning by doing, attraverso cioè tematiche concrete che superano il tradizionale “ascolto”, in grado di co-responsabilizzare i cittadini nel definire e attuare insieme le azioni progettuali.

Sito progetto

Link al sito

Parole chiave

protagonismo, architetti di quartiere, partecipazione, innovazione sociale, beni comuni

Data di avvio

21/02/2015

Obiettivi

Qua, Quartiere bene comune si fonda su alcuni presupposti:

Costruire nuove connessioni fra il centro e la periferia, tra il Comune e i cittadini nei territori e tra i territori, attraverso un rapporto effettivo di fiducia, anche se informale, che prende atto della fine delle precedenti esperienze di mediazione del dibattito, del consenso o della collaborazione (le circoscrizioni piuttosto che le aggregazioni politiche o sindacali) per assumere nuove modalità e un nuovo senso del rapporto pubblico-privato, territori-amministrazione informale, di fiducia, in luoghi concreti di prossimità diffusa definiti come “piazze”, nuovi baricentri fisici di interfaccia tra Amministrazione e comunità, entro i quali operare la pianificazione strategia. Esplorare nuovi modelli di policy making basati sulle politiche pubbliche di co-progettazione, in grado di promuovere il protagonismo responsabile e di supportare operativamente la progettualità in materia di cura della città e cura della comunità, attraverso l’istituzione della figura dell’”architetto di quartiere” (facility manager) e dei “laboratori di cittadinanza”, strumenti informali di co-progettazione, posti nelle “piazze”, entro i quali operano gli architetti di quartiere. Educare la comunità in termini di auto-promozione e cittadinanza attiva, allo scopo di coinvolgere il maggior numero possibile di soggetti nei processi di elaborazione e gestione delle risoluzioni collettive non “standardizzate” specifiche ed identitarie. Promuovere l’innovazione sociale secondo metodi di governance e di politiche pubbliche in grado di garantire, secondo un approccio bottom-up, una maggiore sinergia tra operatori sociali, economici e cittadini, siano essi esterni (stakeholders) o interni (Pubblica Amministrazione).

Fasi/attività

L'architetto di quartiere è la figura che ha il compito di potenziare il protagonismo attivo e responsabile della comunità e di “fertilizzare” l'ecosistitema locale per spingere i protagonisti alla ricerca di soluzioni creative e innovative ai problemi del territorio. Opera all'interno dei Laboratori di cittadinanza: processi partecipativi disciplinati da apposito Regolamento Comunale in cui si rende protagonista l'intera comunità sia per fare emergere bisogni e istanze sia per attuare insieme progetti che possano incidere e migliorare la qualità della vita nel quartiere.

I Laboratori si sviluppano come descritto nel Regolamento, che ne individua altresì gli obiettivi e le regole di funzionamento, oltre che i contenuti degli Accordi di cittadinanza (l'esito dei laboratori) e il numero degli Ambiti territoriali (19) in cui viene suddiviso il territorio comunale.

Il processo dei Laboratori si articola in diverse fasi:

_ lettura territoriale e ascolto delle comunità, per consentire l’emersione delle istanze

_ co-programmazione: le proposte vengono sottoposte a istruttoria di fattibilità tecnica ed economica con i servizi comunali interessati. L'Architetto di quartiere predispone una proposta di Accordo di cittadinanza;

_ condivisione della proposta di Accordo attraverso procedure partecipative e deliberative;

_ approvazione da parte della Giunta Comunale delle proposte di Accordo e firma dell'Accordo, da parte dei cittadini e dell'Amministrazione (nella persona del Sindaco o dell'Assessore da lui delegato): ufficializzazione dell'impegno reciproco;

_ attuazione, gestione e monitoraggio dell'Accordo: i firmatari, con il supporto e il coordinamento dell'Architetto di quartiere, realizzano i progetti;

_ valutazione e rendicontazione dei risultati e degli impatti prodotti secondo il sistema di indicatori stabiliti all’interno dell'Accordo stesso; gli indicatori sono numerici e misurabili e vengono pubblicati sul sito internet del Comune con cadenza semestrale.


Destinatari del progetto

Cittadini

Struttura comunale

Organizzazioni terzo settore


Impatto del progetto

L’impatto del progetto viene autovalutato dalla città rispetto alla capacità di incidere sulle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile nei territori che ne sono interessati:
la sostenibilità economica, intesa come capacità di generare reddito e lavoro per la popolazione e di agire sui livelli di crescita economica del territorio; la sostenibilità sociale, intesa come capacità di garantire condizioni di benessere umano equamente distribuite per classi e genere;
la sostenibilità ambientale, intesa come capacità di mantenere qualità e riproducibilità delle risorse naturali.

Ambientale

Sociale

Economico


Partenariato

Nome Ruolo nel progetto

Università di Modena e Reggio Emilia

Università, scuola, organismo di ricerca

Partner

Reggio nell'Emilia

Comune

Capofila


Fonti di finanziamento

Fonte di finanziamento di natura pubblica

  • Fondi Comunali-

Condizioni di replicabilità

In questa sezione è possibile: conoscere gli elementi chiave che rendono il progetto e le soluzioni in questo adottate replicabili in altri contesti o luoghi, scaricare la documentazione necessaria per valutare la trasferibilità dell’iniziativa e prendere contatti con i referenti comunali per avere maggiori info sul progetto e poter procedere alla definizione di accordi di riuso.

Casi di riuso esistenti

No

Popolazione

20.000 - 100.000

Clima

fattore irrilevante

Morfologia

fattore irrilevante

Documentazione

Tecnica

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